Il 3 settembre il sito della Casa Bianca ha messo online cinque videogiochi in stile arcade. Uno era un finto Tetris in cui le righe non sparivano mai: lo scopo era accumulare mattoni per costruire un muro. L’avevo raccontato su Critical Inventory. Il giorno dopo il voto di metà mandato mi è sembrato che la risposta giusta non fosse un altro articolo, ma un gioco. Si chiama Sgombero 1600, e qui racconto come ci sono arrivato e perché le scelte di design sono queste e non altre.
Da giocare
Sgombero 1600, il videogioco ufficiale del trasloco
Gratis, nel browser, anche da telefono. Quattro tasti, trenta scatoloni.
Il punto di partenza: un Tetris che non fa il Tetris
«Build the Wall» prendeva la forma più riconoscibile dei giochi a blocchi e ne cambiava la regola centrale. Nel Tetris le righe completate scompaiono, ed è quasi tutta la sua filosofia: l’ordine libera spazio. Nella versione della Casa Bianca non scompaiono mai, perché il punto è l’accumulo: più mattoni, più muro. Il resto è decorazione synthwave. Il 4 settembre The Tetris Company ha scritto di non essere stata coinvolta nella sua creazione e di prendere molto sul serio le violazioni del copyright; il gioco è stato rimosso pochi giorni dopo, senza che la Casa Bianca abbia spiegato perché.
La cosa interessante, per me, non era il copyright. Era che il messaggio stava nella regola, non nei testi.
Il metodo: rovesciare la regola
Per questa idea esiste un nome: retorica procedurale, la tesi con cui Ian Bogost, in Persuasive Games (MIT Press, 2007), sostiene che i videogiochi argomentano attraverso le regole più che con le parole. Un gioco in cui accumuli senza poter cancellare dice qualcosa sul mondo anche se non contiene una riga di testo. Se vuoi rispondere nello stesso linguaggio, devi lavorare sulla stessa leva. Quindi ho fatto il rovescio, punto per punto:
- Le righe spariscono davvero. Basta un Tetris funzionante per fare la battuta.
- Accumulare è perdere. Se i mattoni arrivano in cima, la schermata dice: «Hai costruito un muro. Succede. Non serve a niente, ma succede.»
- L’obiettivo non è costruire, è sgomberare. Trenta righe, trenta scatoloni caricati sul camion.
Nessuna di queste scelte ha bisogno di un volto o di un nome. La satira sta nella meccanica; i testi servono a rifinirla.
Perché un trasloco
Le alternative erano due e le ho scartate. La prima era la caricatura diretta, con facce e slogan: funziona per un giorno e poi sembra tifo. La seconda era un gioco di mira con un bersaglio da colpire, cioè la stessa grammatica che stavo criticando.
Il trasloco ha tre vantaggi. È un’immagine banale e domestica: scatoloni, cravatte, un divano dorato. L’umorismo nasce dal contrasto con la solennità del luogo, senza insultare nessuno. E il titolo porta con sé l’indirizzo: 1600 è il numero civico di Pennsylvania Avenue, mentre «sgombero» ha il suono burocratico e un po’ definitivo di una pratica d’ufficio.
Le regole di scrittura del ticker
Sotto il campo di gioco scorre una striscia di battute che commenta ogni azione: una riga, un livello, una sconfitta. È la voce del gioco, e le ho dato tre regole.
- Si ride dei potenti, non dei deboli. Il gioco della Casa Bianca costruiva il suo muro contro un’orda di nemici in arrivo dal confine. Non replico quella logica, nemmeno al rovescio: i miei bersagli stanno in alto, non al confine.
- L’assurdo vale più dell’accusa. Un cappellino rosso in uno scatolone è una battuta; un’affermazione verificabile è un rischio. Niente che si possa leggere come un fatto.
- Niente numeri elettorali. Le battute che citano seggi e percentuali invecchiano in una settimana. Quelle sul trasloco no.
C’è anche una regola di mestiere: ridere di sé. Il ticker prende in giro persino The Tetris Company («la parola con la T è ancora di proprietà di qualcuno, noi diciamo “sgombero”») e prosegue il punteggio dell’articolo originale: alla vittoria compare «Tetris 2 – Trump 0». Per lo stesso motivo il nome del gioco non contiene la parola Tetris.
Com’è fatto, in breve
È un solo file HTML, senza librerie JavaScript e senza tracciamenti: l’unica richiesta esterna è il carattere dei titoli, caricato da Google Fonts. Si adatta anche allo schermo del telefono, con i comandi touch. Musica ed effetti sono sintetizzati nel browser con la Web Audio API: nessun file audio, quindi nessuna questione di diritti. Il record si salva solo sul tuo dispositivo.
L’ho sviluppato con Claude Code: l’idea, il tono e le regole di scrittura sono mie; il codice lo ha scritto l’assistente, che poi lo ha collaudato con prove automatiche e a mano, controllando cancellazione delle righe, livelli, vittoria e game over. Su un gioco così il lavoro vero non è la programmazione, ma decidere cosa rovesciare e cosa lasciare in pace.
Perché farlo
Perché i videogiochi sono ormai un terreno politico. Lo sa chi li usa per fare propaganda, lo sa Macron, che ha annunciato un festival internazionale del videogioco, lo sa il consorzio guidato dal fondo sovrano saudita che ha comprato Electronic Arts. Rispondere con un articolo è giusto. Rispondere con un gioco è un’altra cosa: chi lo prova capisce la regola prima di leggere la tesi.
Se ci giochi e arrivi a trenta scatoloni, scrivimi in quanti punti. E se perdi costruendo un muro, almeno adesso sai perché.
Fonti
- AP, White House website debuts 5 retro arcade video games that promote Trump’s agenda (lancio del 3 settembre 2026)
- Game Developer, Trump administration takes down Tetris clone after company warns it takes copyright violation very seriously
- Inven Global, Border Wall-Building ‘Build the Wall’ Taken Down from Official Site
- ActuGaming, Emmanuel Macron annonce la création d’un Festival international du jeu vidéo en France
- EA, Announces Completion of Acquisition by PIF, Silver Lake, and Affinity Partners (4 agosto 2026)
- Ian Bogost, Persuasive Games: The Expressive Power of Videogames (MIT Press, 2007)
Le cronache descrivono i nemici di «Build the Wall» in modi diversi (zombie, alieni): per questo ne parlo in modo generico.
Sgombero 1600 è satira e parodia. Nessun tetromino è stato maltrattato, nessun muro è stato costruito.